Per l'Avvento e il Tempo di Natale
 
 
UNA SERA QUALSIASI
 
 
Un presepio: atmosfera celestiale... musica dolcissima...
e una di quelle sere in cui non succede mai nulla...
 
Un incontro teatrale alla Luce del Bambino Gesù
scritto, realizzato e interpretato da Angelo Franchini
 
Questo incontro teatrale è ambientato in un presepio artistico che non viene mai smontato.
In una sera qualsiasi quattro storie si incontrano davanti alla culla di Gesù Bambino:
l’appello del Caldarrostaio, portavoce della comunità immobile nel presepio, il saluto dell’Uomo che parte alla fine di un amore e di una malattia, la segreta malinconia del Sagrestano nascosta dalla sua comicità e la vicenda di Don Tino, vittima di una drammatica calunnia.
Quattro storie che passano davanti alla culla di Gesù Bambino e sembrano senza speranza…
ma in una sera qualsiasi, da quelle manine aperte, nascerà un “si”…
 
Dai commenti del pubblico:
 
…la speranza che nella tua  “Una sera qualsiasi” porti, attraverso le braccia aperte di Gesù Bambino, proprio a tutti, nessuno escluso...
 
Grazie… per le emozioni che ha suscitato, e lasciato lì, nel mio cuore… non solo per il tempo dello “spettacolo”… ma per molto tempo… Grazie per le parole che si possono “vedere”… “sentire”… che non rimangono sospese, ma si posano dentro di me. Grazie perché ogni volta mi immergo in un’umanità, in una pietà e in un amore verso l’Uomo infinito. Grazie per “Una sera qualsiasi”… perché per me non è stata “qualsiasi”!!! Spero di rivederla al più presto…
 
I tuoi personaggi, in particolare questi di "Una sera qualsiasi", sono proprio le persone che incontriamo ogni giorno o ignoriamo presi dalla troppa fretta e frenesia, sono le persone normali con i loro drammi quotidiani, anzi siamo... in loro c'è un po' di ognuno di noi, con gli slanci e le paure che ci accompagnano ogni giorno. Molto "toccante" quel Gesù che ci cerca, ci chiama, ci vuole!
 
Ancora una volta: centro! L’ultima freccia scoccata da Angelo Franchini ha infilzato il massimo punteggio sul segnapunti del teatro… personaggi e brandelli d’umanità che solo nella pace e nel silenzio di un presepio hanno il coraggio di guardarsi dentro…
 
…a noi è piaciuto tantissimo. Cercavamo uno spettacolo dove ritrovare la  tua intensità, la tua drammaticità e ironia, senza perdere il tuo stile. Cercavamo uno spettacolo che ci ponesse ancora delle domande… lo abbiamo trovato. Abbiamo apprezzato tantissimo le parti drammatiche e  abbiamo ritrovato la tua gioia e la tua pace che da esse derivano. Crediamo che la forza dei tuoi spettacoli (tutti) siano le domande che ci poni…
 
Io ti rubo qualche minuto in più, per ringraziarTi dei tuoi spettacoli. Una sera qualsiasi è diventato lo spettacolo teatrale classico del nostro Natale. Ma come è sempre quello! Dirai tu. E’ vero è sempre quello, come “Natale in casa Cupiello” di Eduardo. Sono questi i classici, caro Angelo. La tua interpretazione del prete allontanato dalla propria parrocchia a causa di un’accusa infamante è straordinaria per la forza interpretativa. Poi riesci a sperimentare ed a commuovere. Il gesto del caldarrostaio che alza il Gesù bambino, ha una forza evocativa incredibile. In quel momento, si è felici di quell’attimo, come se tutti noi in cuor nostro avevamo sempre pensato di fare quel gesto guardando i presepi da bambini, ma per timidezza o poca volontà, non lo abbiamo mai fatto. Buon viaggio per paesi vicini e paesi lontani, a portare un poco di felicità all’umanità distratta dal mondo.
 
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