Il nuovo incontro teatrale per il "tempo ordinario":
 
 
"...la barca dista già molto da terra... ed è agitata dalle onde...
il vento infatti è contrario... sul finire della notte..."                   Matteo 14.24-25
  
 sul finire della notte
  
...il lago e la nebbia... il dubbio e la paura di Pietro...
 
scritto, realizzato e leggermente interpretato da angelo
 
 
Dalla posta
 
...è un capolavoro....
 
...ma...come ti sei permesso di entrare nella mia anima, di girarla e rigirarla come un calzino -sporco-, di creare uno sconquasso tremendo, di scompigliare quelle due o tre certezze che credevo d'avere? E poi con una disinvoltura incredibile... Hai rappresentato al meglio le mie ansie, le mie paure, le mie incertezze, i miei dubbi, i miei fallimenti... così predestinata alla mediocrità...
 
...questo spettacolo è così: è incarnato sulla terra, con queste difficoltà, queste tensioni, questo soffrire, questo rimuginare, questa difficoltà ad abbandonarsi ma, come la Sagrada Familia, la sua verticalità ci dice che dobbiamo tendere al cielo...
 
...suscita stupore ed emozione nel pubblico, anche forti...
 
...ci hai fatto riflettere, emozionare e già queste due cose sarebbero state sufficienti per dire che ne è valsa la pena...
 
...ognuno poi si "appropria" di pezzi del tuo lavoro che risuonano in lui... è forse un po' sempre così, con l'arte, ma lo è in modo preponderante con la tua arte, col tuo teatro strano e indefinito, suscitatore di emozioni che vanno oltre il rappresentato...
 
...questa barca, metafora della vita appunto, staccata da una riva e non ancora approdata all'altra, sta proprio in balìa delle onde e dei fantasmi dei quali abbiamo sempre paura. Arrivati ad un certo punto si comincia a porsi delle domande e non è detto che si trovino delle risposte...subito. Si guarda indietro e si cercano delle giustificazioni sulle scelte fatte, si guarda avanti e qualche volta c'è la nebbia...
 
...con il metro di giudizio delle emozioni dico che questo spettacolo è bellissimo, hai fatto centro, ha dentro tutto per essere vivo e trasmettere qualcosa. Sei te lì dentro al 100%, è uno spettacolo "Franchini" al 100%. E' emozionante nel suo crescendo e nell'alternarsi delle scene, dentro e fuori dalla barca, delle parole che "leggermente" interpreti e nelle domande che lasci.
 
...ho provato a leggere il testo, a riprendere le parole scritte dentro le parole viste: le ho trovate più misteriose nel testo, più "nascoste", come se avessero bisogno di te per rivelarsi, per emozionare. E recitate, leggermente interpretate, vissute dalla tua interpretazione dentro quello spettacolo, quelle scene, quelle musiche, si vestono e trasmettono tutte le emozioni e la bellezza di essere ad uno spettacolo di Angelo Franchini.
 
...il tuo teatro non chiede di essere solo spettatore, in tutti gli spettacoli tuoi si è coinvolti dentro ed ognuno di noi a modo suo; in questo si è tutti Pietro, tutti sulla barca, tutti fuori dalla barca, tutti increduli nello scoprire che le autostrade sorgono vicino ai cimiteri... ancora una volta da spettatori entriamo dentro il tuo teatro e la tua vicinanza fisica nelle chiese da prova di questo. Sono tanti i motivi per cui il tuo spettacolo può essere funzionante, ma due sopra di tutti: quanto emoziona e quanto ci fa spettatori...
 
...esiste sempre un mistero inestricabile quando si crea. E ancora una volta un tuo spettacolo lo ha realizzato. Intuizioni; osservazioni; esperienze e poi la chiave poetica a renderlo vivo. Di questo ti ringrazio, a nome di tutti i tuoi amici...
 
...mi hai trasmesso energia positiva, hai preso la figura di Pietro come chiave di tutta la debolezza umana nonostante nel vangelo sia anche raffigurato come una roccia, per me il lavoro è riuscito...
 
...ti siamo grati perciò; per le opportunità, che attraverso i tuoi monologhi, offri a chi ti ascolta. Noi tutti, prestando religiosa attenzione ai profondi quesiti delle nostre anime, alle quali tu dai voce, siamo invitati a rimetterci in discussione, a cercare, spesso incontrando ostacoli difficilmente superabili (quanto meno da soli). Ed è per questo, che per catturare appieno il senso profondo delle tue rappresentazioni, non è sufficiente ascoltare. Occorre calarsi, ben al di là della carne e del sangue, in quel retroterra misterioso nel quale si misura l'infinità, e dove noi, inquieti e tremanti, misuriamo l'infinità della nostra sete. Nonostante queste difficoltà di assimilazione, dobbiamo tuttavia essere consapevoli che alla fine del viaggio, in fondo alla strada, "Sul finire della notte", possiamo sperare di intravedere la luce del sole...
 
...la rappresentazione ci è piaciuta e ci ha emozionato così come l'hai presentata tu... non cambiarla... se non lascia indifferenti le persone vuol dire che hai fatto centro!!!
 
...nello scorrere dello spettacolo, senza rendermene bene conto, mi sono lasciata prendere maggiormente dalle sensazioni... e mi bastava cogliere solamente quelle parole o quelle frasi che forse era giusto afferrassi in quel momento!
 
...mi rimane anche il desiderio, provato pure appena finito il tuo spettacolo, di rivederlo e soprattutto se in una chiesa! Sono curiosa di quali parole e sensazioni sarà il momento per me di cogliere la prossima volta...
 
...era tanto che una rappresentazione teatrale non mi dava delle emozioni: tu me le hai date. Era tanto che da un messaggio evangelico non ricevevo uno stimolo: tu hai colpito il mio cuore. Ti assicuro che funziona tutto bene.
  
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