Una nuova versione completamente riveduta
 
Piccole luci nell’Infinito
 
Testimoni oculari nei Misteri del S. Rosario
 
Caifa, il serpente ai piedi di Maria, uno dei Magi
i presenti al martirio del Battista, un carnefice di Pietro
 
con la partecipazione straordinaria di
Erode il Grande e Giuseppe di Nazareth
 
Scritto, realizzato e interpretato da Angelo Franchini
 
La presentazione alla prima versione di Mons. Carlo Calori - Milano
 
Fede e ragione, fantasia e storia, liturgia e mistero: tutto si trova in queste Piccole luci nell’Infinito che Angelo Franchini, scrittore non nuovo a composizioni suggestive, dona al pubblico, vuoi di lettori, vuoi di spettatori allorquando l’opera sarà rappresentata, vuoi di anime assetate di verità. Nelle Piccole luci la poesia dilaga, discreta e seducente a un tempo; la teatralità si nutre di parole, còlte nella loro significanza più pura e quindi pregnante; il messaggio scocca come freccia dall’arco teso, e raggiunge l’intelligenza, il sentimento, l’anima di chi legge o di chi assisterà. E’, questa, poesia da leggere? O teatro da rappresentare? O messaggio da proclamare? Ognuno può rispondere a proprio piacimento e a seconda delle proprie caratteristiche e preferenze. A me, vecchio prete qual sono, da tanti anni innamorato di poesia e appassionato di teatro di parola, pare proprio che le Piccole luci siano il dolce incontro di parole che vanno assaporate, ammirate, assunte e vissute. Nulla c’è da aggiungere oltre questo: le Piccole luci nell’Infinito sono un gioiellino da scoprire, apprezzare e custodire gelosamente.
 
 
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