La biografia?

13 febbraio 2018
La biografia?
 
 
LA BIOGRAFIA?
 
 
Angelo, con contratto a tempo determinato, sta provando a scrivere, realizzare e interpretare (in assolo) incontri teatrali ispirati al Vangelo: Testimoni oculari (dal 1998), Piccole luci nell'Infinito (dal 2000), Caino o Abele? (dal 2002), Una sera qualsiasi (dal 2005), Il tremendo silenzio di Maria (dal 2007), Sul finire della notte (dal 2011), I Magi: un viaggio lungo un sogno (dal 2013), Il caso Giuda (dal 2015), La congiura (dal 2018)... che altro c'è da dire?
 
Le biografie e i curriculum, così farciti di auto-certificazioni e notizie personali (che non interessano a nessuno!), sono sempre tanto comici. Fanno molto "personaggio" ma hanno quello strano odoraccio misto di passato, quindi scaduto, e pienezza di se stessi, davvero fuori misura. Non c'è che dire: gente che "si crede" ce n'è in giro davvero tanta.
 
Quindi la biografia è sostituita da questo comunicato, contenente alcune verità che è inutile nascondere...
 
No... Angelo non è un artista, uno scrittore, un poeta, un attore, un baccalaureato... non ha proprio frequentato scuole ad indirizzo spettacolo-umanistico-teologico.
 
Non è stato allievo o collaboratore di personaggi famosi... neanche di non famosi... nemmeno di personaggi...
 
Non vanta rappresentazioni davanti a Papi, Cardinali o altre personalità.
 
Non è mai stato in televisione, tanto meno quella cattolica, e non gli importa un accidente di andarci.
 
Non cercate i suoi testi nelle librerie religiose e non rovistate quotidiani, settimanali, mensili (in particolare quelli di ispirazione cristiana) per trovare recensioni da parte di qualche "esperto": non c'è niente.
 
Non ha partecipazioni particolari a grandi manifestazioni, patrocini, premi importanti. L'unico prestigioso riconoscimento è l'esclusione da tutto: festival ufficiali dell'ipocrisia umana e di sacro teatro del nulla, appuntamenti cattolici che contano, giornate mondiali, nazionali, diocesane, giubilei, sinodi....
 
Non ha un fans club (ci mancherebbe altro!), non ha discepoli e seguaci (della serie "gli angeli di angelo"... e vai con lo stacco), non fa parte di alcuna associazione, compagnia, ordine, movimento, congregazione, corrente, tendenza.
 
Non ha alcuna intenzione di lanciare messaggi, fare prediche, sensibilizzare i giovani e le giovani famiglie, educare, animare gli animatori, provocare meditazioni, perseguitare nel perseguire un ideale, né di dare testimonianza, raccontare conversioni, visioni...
 
Non è un santo, non è iscritto al concorso per diventarlo, anzi, molto spesso non è neanche tanto simpatico...
 
Essendo tutt'altro, non ha segni particolari da "artista": anelli, orecchini, abiti o stravaganti o dimessi, tatuaggi, piercing, codini, troppo o troppo poco pulito... fare strampalato, citazioni pirandelliane, puzze sotto al naso, occhi trasognati...
 
E due figlie meravigliose (tipo jessica e samantha) che adora? No, non le ha...
 
Provvede personalmente al trasporto, carico e scarico, allestimento, programmazione e ad ogni altro lavoro prima, durante e dopo l'incontro teatrale.
 
Non ci sono garanzie e, per favore, non guardate quelle imbarazzanti registrazioni su youtube: se proprio volete essere "sicuri" chiedete a chi lo ha gia visto o, meglio ancora, andate direttamente ad un incontro (vedi le istruzioni per l'uso).
 
A proposito... le serate con lui sono, nel 99,99% dei casi, ad ingresso libero e c'è sempre posto...
 
Soltanto nel 2018, da vero "Asino di natura..." (come lo chiamava la maestra già alle elementari), viene a sapere (per caso) tre notizie.
La prima: il teatro fu inventato da un tizio di nome Tespi il quale, secondo un certo Orazio, si spostava, solo, da una città all'altra dell'Attica, con un carro sul quale innalzava un palco... questo singolo attore era lo stesso autore del testo, quindi autore e interprete coincidevano... (cfr. qualsiasi enciclopedia).
La seconda: la rappresentazione teatrale della tragoidìa (tragedia) è nata, in Grecia, come sviluppo in senso drammatico di una manifestazione prettamente religiosa... la cui funzione, lungi dall'esaurirsi nel mero gusto dello spettacolo e dell'intrattenimento, era quella di coinvolgere emotivamente gli astanti... (dalla pubblicazione "Teatro" DeAgostini).
La terza: per Eschilo la tragedia è quella della giustizia divina, del rapporto dell'uomo e dell'intera stirpe umana con le divinità, per Sofocle gli dei sono potenti ma lontani e la tragedia rappresenta il dolore e l'infelicità dell'uomo che non accetta mai compromessi, Euripide mette in evidenza il ruolo dell'irrazionale, della passione e dei sentimenti  (da wikipedia).
Questo solo per dire che era partito da buone basi... peccato sia sempre rimasto soltanto il quadrupede citato all'inizio... l'aforisma/o della maestra infatti terminava così "...che non sa leggere la sua scrittura!"...
 
 
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