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...un incontro teatrale... cosa sarebbe?

27 settembre 2016
Cos'è un incontro...
 
 
UN INCONTRO TEATRALE DI ANGELO FRANCHINI: COSA SAREBBE?
 
 
Forse è meglio dire cosa non è...
 
Non è un minestrone lassativo religioso-sociale-etnico-biblico, comunemente denominato "musical": quelle tre ore tutte uguali, cantanti e ballerini imbarazzanti, attori, registi e direttori artistici con "poche idee però confuse" (citazione da Stefano D'Orazio).
 
Non è una lettura "interpretata" (avete presente? ...quella col leggìo... rientrante nella categoria "sonniferi letali") di macigni medievali, dell'ennesima parafrasi accademica di qualche passo evangelico (senza alcuna novità) o di interi libri dell'Antico Testamento (eterno cattolico passatempo) eseguita da attore o attrice, si va dal vecchio trombone all'ultimo comico, visto o vista a porta a porta, da zelig, nel medico in famiglia, insomma basta siano stati in televisione... va bene anche da marzullo... (con la crisi ce ne sono tanti che "si concedono" al sacro e, mossi da contagiante entusiasmo, timbrano il cartellino)
 
Non è la spiegazione dei Dieci Comandamenti (tipo "non rubare" ecc): dopo quel gran patacca lo possono fare tutti, tritare, modificare geneticamente, mescolare e servire a piacere... certo, senza prendere lo stesso compenso... (i quotidiani hanno scritto "quattro milioni di euro" per due serate... insomma tipo "non rubare" ecc.)
 
Non è la testimonianza di una edificante vocazione propinata dal servo buono e fedele che sorride sempre e predica, predica, predica... talenti fruttati bene, capitale garantito alla scadenza e rendimento fisso che cresce nel tempo. (Dio! Mi raccomando! Quando il mercato è fragile, metti i tuoi risparmi al sicuro!)
 
Non è un testo psico-spirituale-simil-sacro, scritto però da scrittore che piace tanto alla Chiesa Cattolica Ufficiale perché si dichiara attualmente e rigorosamente ateo, non credente certificato, ma legge la bibbia... gran novità... ma, gratta gratta, è roba che si faceva già in oratorio negli anni settanta ottanta... (ricordi mai capiti da catechismo anni cinquanta sessanta)...
 
Non è una fiction: tipo il prete senza alcuna espressione facciale (quello che da giovane tirava cazzotti finti ed era già doppiato... lui, che sia contento o dispiaciuto, che stia facendo una predica o una indagine -chissà perché- al posto dei carabinieri  o pedalando come uno scemo, lui ha quella faccia lì...) o tipo le vite dei santi (quelle che iniziano tutte dalla fine e poi tornano all'inizio, dove il massimo della mimica è il dito che indica il cielo quando l'attore pronuncia la parola "cielo" o anche, in uno scatto di sterminata fantasia da teatro d'avanguardia, la parola "ziggnore"). Hanno fatto quasi tutti i santi (quelli più redditizi, san francesco sei diversi, tutti uguali) i papi, le suore (che Dio ci aiuti davvero!)
 
Non è l'esperienza di un operoso operaio/a dell'ultima ora (questo si che fa tendenza!) Passato il più burrascoso e scabroso possibile (di tutto e di più...), immancabile clamorosa caduta da cavallo sulla via di damasco, nuova vita di evangelizzazione! E tanta sicurezza! Sicurezza prima nel perdersi, sicurezza adesso nel redimersi. E mentre sorride sempre (ma proprio sempre...), parla di sé, parla di sé, parla di sé... antipatttico/a...
 
Non è la versione di qualche fatto evangelico a metà strada tra il serio, l'apocrifo e il cabaret, fatto dalla solita bambinaia di Gesù (non sapevo fosse stato così ricco...), la solita governante di Pilato, il solito fattorino di Erode (la solita "sorella" di Caifa") o la solita storia del solito vicino di casa (di solito scemo o finto-comico) di Gesù, Giuseppe e Maria...
 
Non è "un ricamo all'uncinetto su questioni inesistenti o una sciocca, disperata (e costosissima) rappresentazione teatrale in onore del nulla..." (citazione da uno spettacolo teatrale)
 
E non è un evergreen: laboratori, conversazioni, relazioni, workshops, conferenze, lectio divine, interessantissime teologiche riflessioni, tenuti da cardinali, insegnanti, teologi, guru, educatori, vescovi, esperti, animatori, in una parola "maestri" (sapete cosa si dice in giro no? chi non sa fare insegna)
 
Non è nemmeno "una alchimia tra suono parola e canto... un corto circuito tra vita e teatro... un percorso di elaborazione... un cammino interiore... immaginazioni dove si perdono i confini tra il sacro e l'empio... un ludodramma... un rito collettivo... un..." (come dite? non ci capite niente... è vero, neanch'io... ma sono spettacoli premiati e liberamente "consigliati"...)
  
Insomma: se siete alla disperazione, magari quello bravo e famoso vi ha dato buca all'ultimo momento, ormai avete esaurito tutte le opzioni possibili e non sapete proprio cosa mettere in una serata di Quaresima o di Avvento, in un momento di festa o di riflessione...
 
 
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